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1 hours ago

Tutto a dritta verso Ovest

panorama.it

Monday, February 2, 2026

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È la barca a vela dell’aristocrazia e ha conquistato Hollywood. Unisce nella stessa community Felipe VI re di Spagna, Hakoon Magnus erede al trono di Norvegia, Bruno Veronesi, patron del Gruppo Aia e Alistair Ray, co-founder di Dalmor Capital, il fondo d’investimento che gestisce 6 miliardi di st...

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È la barca a vela dell’aristocrazia e ha conquistato Hollywood. Unisce nella stessa community Felipe VI re di Spagna, Hakoon Magnus erede al trono di Norvegia, Bruno Veronesi, patron del Gruppo Aia e Alistair Ray, co-founder di Dalmor Capital, il fondo d’investimento che gestisce 6 miliardi di sterline di asset, che a novembre è stato acquisito da Royal London, la più grande compagnia assicurativa britannica. E a breve accoglierà tra le sue fila anche Tom Cruise. È Nautor Swan, il cantiere della vela più esclusiva. Fondato sessanta anni fa a Pietarsaari in Finlandia, il Cigno come viene chiamato dagli insider, in sei decenni ha realizzato oltre 2.350 yacht di lunghezza compresa tra 28 e 131 piedi. Nel 1998, Leonardo Ferragamo prende il timone della società, sviluppandone il potenziale con l’allargamento della gamma a nuovi modelli come il ClubSwan 50 disegnato da Juan Kouyoumdjian e il ClubSwan 36. «Dall’estate 2024, Sanlorenzo S.p.A. è azionista di controllo», ha spiegato il Ceo, Giovanni Pomati, «l’acquisizione sarà completata a marzo 2028 e sta procedendo per fasi: la ripartenza, ora il salto industriale con la creazione di nuovi prodotti per crescere, lavorando su nuovi progetti come la linea Bluewater, ma anche lo sviluppo di barche in alluminio oltre i 40 piedi. Abbiamo raddoppiato il fatturato, raggiungendo i 100 milioni di euro e ora, come condiviso con Massimo Perotti, Presidente e Amministratore Delegato (CEO) di Sanlorenzo Yachts, puntiamo ad arrivare a 200 milioni entro il 2030». Un settore, quello della vela, dove la crescita passa soprattutto per l’innovazione, creando nuova domanda nei mercati più ricettivi a partire dagli Usa. «L’America ha una grossa storia di sbocco per il cantiere Nator Swan: fino agli anni Novanta è stata, infatti, tra i mercati chiave. Oggi c’è un ritorno alla vela e basta entrare al New York Yacht Club per rendersi conto di quanto il sailing sia radicato e di come stai conquistando anche le generazioni più giovani, attente alla sostenibilità e alla performance», ha proseguito Pomati, «poi c’è tutto il tema dei mercati asiatici. Ci stiamo attrezzando per avere degli esemplari in loco a Singapore piuttosto che Hong Kong per far vivere l’esperienza ai potenziali clienti e a novembre abbiamo organizzato la prima regata a Tokyo, in Giappone. Ciò che poi ci sta molto a cuore e portare più italiani a bordo. Nautor Swan è una realtà globale con un’indubbia anima italiana, prima con Ferragamo e ora con Sanlorenzo, che vorremmo fosse meglio percepita, non solo sull’usato, ma anche sul nuovo. Del resto uno Swan è uno Swan».

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