
Lo possiamo definire un siluro intelligente: nel panorama delle nuove armi si sta infatti affacciando quello che possiamo definire il siluro anti-siluri, in sigla ATT (Anti-Torpedo Torpedo). Esso rappresenta un congegno in grado di agire in modo autonomo una volta lanciato per eliminare minacce sommerse o galleggianti che vogliano raggiungere le navi per distruggerle. Si tratta quindi di una contromisura attiva, arma della quale nessuna Marina Militare può oggi fare a meno.
Il modello disponibile oggi si chiama SeaSpider, ed è quindi un siluro che può agire nell’intero orizzonte del vascello da proteggere, anche contro più minacce simultanee. Costruito in Germania, nel procedere mantiene un basso rumore proprio nelle frequenze usate dai sonar, ma al tempo stesso può navigare immerso ad alta velocità per avvicinarsi rapidamente al bersaglio, nonché manovrare agevolmente grazie alla sua massa contenuta.
Il Sea Spider pesa 107 kg, misura 1,94 metri di lunghezza e 21 cm di diametro. Si integra con le suite dei sensori esterni ai sommergibili o delle navi e per il rilevamento delle minacce utilizza il Sistema di combattimento anti-siluro modulare Atlas (Amacs), in grado anche di effettuare la classificazione e la localizzazione precisa dei siluri ostili. Tra i punti di forza del nuovo sistema anche la possibilità di agire senza limitazioni in acque poco profonde.
Una delle caratteristiche del nuovo siluro è l’utilizzo di un motore a razzo alimentato da propellente solido, simile a quello di molti missili, al posto dell’idrojet o delle eliche. Questa scelta rende possibile una costruzione a costi inferiori e riduce notevolmente la manutenzione.
A produrli è Atlas Elektronik con ThyssenKrupp Marine Systems GmbH, il principale gruppo industriale europeo nella costruzione di sottomarini e navi militari. L’impresa impiega, secondo i dati diffusi, 3.700 collaboratori per un volume di fatturato stimato di circa 1,2 miliardi di euro.
Tale tipo di nuovo siluro difensivo si è reso necessario poiché la minaccia dei siluri è sempre più diversificata. I modelli più pesanti differiscono per tipo di propulsione, per configurazione dei sensori che rendono possibile l’individuazione e l’inseguimento del bersaglio e quindi anche per la capacità di guida. Negli ultimi anni la propulsione dei siluri ha fatto grandi progressi, con nuovi record di gittata e velocità, anche per il cosiddetto siluro “furtivo”, tipicamente a propulsione elettrica, silenzioso ma limitato nell’autonomia.
Per quanto riguarda i sensori, il siluro wake-homing è sempre più diffuso e completamente immune alla tecnologia di difesa anti-siluro basata su segnali d’inganno. La tecnica di guida si basa sulla traiettoria della scia lasciata dietro un bersaglio in movimento, come quella di una nave o di un sommergibile. Il siluro viene sparato in modo da attraversare la poppa della nave bersaglio, rilevandone la scia e mantenendosi su una rotta a zig-zag fino a colpire ed esplodere.
Per farlo utilizza sonar digitali di guida ad alte prestazioni, resistenti a esche artificiali e disturbatori. La guida filo-radar consente invece all’operatore di migliorare le prestazioni e adottare tattiche avanzate, ma è limitata nella distanza d’azione. I siluri più moderni combinano quindi questi sistemi, rendendo la minaccia particolarmente pericolosa per le navi odierne.
Nel 2022, Atlas Elektronik ha presentato il Sea Spider (ATT) durante l’esposizione internazionale EuroNaval. Questo siluro ricerca attivamente i siluri attaccanti per annientarli senza confonderli con le unità da proteggere. A differenza dei sistemi basati su esche e jammer, il funzionamento dell’ATT è indipendente dalla modalità di ricerca, dalla guida o dal sistema di propulsione dei siluri attaccanti.
La capacità difensiva rileva sia i siluri sia le salve emesse per la ricerca della scia dei sommergibili, colpendo ogni minaccia separatamente. Tra i miglioramenti forniti figurano tempi di reazione ridotti e capacità difensive ravvicinate, risultando efficace anche in condizioni normalmente critiche per i siluri.
L’utilizzo di un sonar ad alta frequenza rende il sistema efficace anche in acque costiere, mitigando l’impatto degli effetti ambientali che degradano le prestazioni di rilevamento, come scogli e formazioni rocciose.
Le navi militari, in genere, non dispongono di protezioni attive contro i siluri attaccanti: finora erano disponibili solo strumenti di diversione, senza alcuna garanzia di successo. Un sistema in grado di neutralizzare direttamente il siluro attaccante, come l’ATT, rappresenta quindi la soluzione preferita.
Il progetto è stato finanziato dalla Permanent Structured Cooperation (Pesco) dell’Unione Europea, con l’obiettivo di disporre di un sistema qualificato e pronto per la produzione, integrabile in tutte le navi delle flotte dei Paesi partecipanti.