Garlasco, la guerra dei computer per determinare il movente

Published 2 hours ago
Source: panorama.it

A poco meno di un anno dalla riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco, arriva una nuova mossa difensiva che sposta il campo di battaglia sui computer. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno notificato alle parti un’istanza che a breve presenteranno alla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli (nomen omen): chiedono un incidente probatorio per effettuare verifiche sui pc di Chiara e di Alberto.

Una richiesta che arriva dopo che i legali della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno dato conto di una loro consulenza informatica sul computer di Stasi. Secondo gli esperti Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, la sera prima di essere uccisa Chiara avrebbe fatto accesso alla cartella dove l’ex fidanzato aveva «catalogato, per genere, i numerosi file pornografici». Un esito inedito che, secondo la parte civile, rafforzerebbe il movente dell’omicidio: la scoperta shock che avrebbe scatenato la violenza.

La replica della difesa di Stasi

«Ciò che certamente si può affermare è che, dai primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia», hanno risposto gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis. E hanno annunciato di voler estendere «l’analisi forense anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse».

Perché proprio il pc della vittima? Beh, perché l’ipotesi al vaglio è che qualcuno possa aver visto un filmato intimo dei due giovani sul computer della studentessa. Una tesi correlata alle nuove indagini su Sempio, anche se gli stessi legali dei Poggi avevano già precisato che dalle loro analisi era stato escluso che qualcuno, men che meno Sempio, potesse aver visto quel video.

I possibili sviluppi della vicenda

In questa delicatissima partita a scacchi, la prossima mossa spetterà alla difesa di Sempio. I suoi avvocati sono gli unici titolati nel procedimento a presentare direttamente alla gip l’istanza di incidente probatorio. La parte civile, infatti, aveva dovuto chiedere alla Procura di proporre la richiesta, non potendolo fare autonomamente.

La difesa del 37enne è ovviamente interessata a due scenari: che dagli accertamenti emergano elementi sul movente di Stasi (rafforzando l’ipotesi che sia stato lui l’assassino) o che si confermi l’assenza di responsabilità di Sempio, di nuovo indagato dopo essere stato scagionato nel 2017.

Vecchie e nuove inchieste

Quell’archiviazione, però, è al centro di un’altra inchiesta. Secondo i pm di Brescia, sarebbe stata frutto infatti di una presunta corruzione dell’allora procuratore Mario Venditti, che ha sempre respinto l’ipotesi. Un’indagine parallela che si intreccia con quella in corso a Pavia, complicando ulteriormente un caso che è limitativo definire complicato (soprattutto a causa di tutti gli errori e le imprecisioni giudiziarie e investigative che hanno costellato il caso dal 2007 ad oggi).

Spetterà alla gip Garlaschelli decidere se accogliere la richiesta e disporre le analisi forensi. Nel frattempo, la guerra si combatte sia in trincea (con ciascuno arroccato sulla propria difesa) sia con metodi ben più moderni, tra file digitali, cartelle nascoste e computer che potrebbero raccontare verità inaspettate.