La volpe e l'uva. O - se preferite - la sinistra e le elezioni. Non vincono mai e, invece di rimboccarsi le maniche per puntare alla vittoria sul campo, preferiscono attaccare la destra. Il motivo? Sostengono che i vari leader di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia - ma lo stesso discorso vale anche per l'estero - vedano comunisti ovunque. Da che pulpito. In effetti sono gli stessi compagni che per decenni hanno accusato di fascismo chiunque provasse a puntare a Palazzo Chigi o a vincere una tornata elettorale. Ma tant'è.
A DiMartedì, il talk show politico di La7 condotto da Giovanni Floris, è stato ospite Massimo Gramellini. L'editorialista del Corriere della Sera e conduttore di In Altre Parole, si è lasciato andare a un'invettiva clamorosa contro "le destre". Secondo lui la destra ha creato un clima d'odio e di rabbia sia sui social che per la strada, un posto in cui ammazzare è diventato normale. "Oggi - ha spiegato - la cronaca nera è diventata lo strumento della lotta politica. Le destre hanno in comune l'idea di sinistra immaginaria, tutto è comunismo".
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Subito dopo ha puntato il dito contro il governo che, secondo lui, non avrebbe stigmatizzato quanto accaduto in Minnesota. Il giornalista, infatti, non riesce a credere a ciò che i giornalisti sono costretti a raccontare perché "è tutto fuori dal mondo". Stando a Gramellini, gli Stati Uniti sono sottoposti a uno stress test che mette a dura prova la democrazia. In Italia il Governo non ha fatto riferimento all'omicidio causato dall'ICE. Per Gramellini si tratta di "un silenzio che parla da solo".
