"Sì ho temuto" potesse finire male. "Avevo paura che ci avrebbero ammazzato. Perché erano loro i terroristi, non noi dentro. Avevo paura di non rivedere i miei figli". Lo ha detto Mario Burlò, l'imprenditore rilasciato ieri in Venezuela dopo oltre 14 mesi di detenzione è arrivato questa mattina a Ciampino. "Qui pensavano che io fossi morto. Quando uno lede il diritto di difesa, il diritto di parlare… è stata una tortura. È stato un vero e proprio sequestro di persone - ha affermato Burlò -. Ti prendo la tua vita e te la porto via, così è stato", ha sottolineato l'imprenditore torinese rispondendo ai cronisti. "Non posso dire che mi siano state fatte violenze fisiche, questo no. Ma non poter parlare con i figli o con l'avvocato, stare senza diritto di difesa, completamente isolati - ha precisato - Ci davano un materasso piccolo piccolo. E visto che c'era la paura di cadere dalla parte superiore ci facevano dormire per terra con gli scarafaggi. Io la definisco l'Alcatraz peggiore", ha ribadito Burlò parlando del carcere piegando poi quale è stata la cosa più difficile da affrontare: "Non poter parlare con i miei figli. Non poter dire: 'papà sta bene, papà non è morto, papà c'è'", ha raccontato uscendo dall'aeroporto.
Segui la diretta
Burlò: "Avevo paura che ci ammazzassero. È stato un sequestro di persona"
Published 9 hours ago
Source: lastampa.it

Categories
/lastampa/cronaca
Related Articles from lastampa.it
1 hour ago
Fullkrug si fa subito male e il Milan resta di nuovo senza un vero centravanti
2 hours ago
Ponte sullo Stretto, il governo risponde alla Corte dei conti per decreto
2 hours ago
“È incompetente o corrotto”. Perché Trump attacca Powell sulla sede della Fed
2 hours ago
Da “Odissea” di Nolan, al sensuale “Cime Tempestose”: il cinema torna a vivere. Ecco i 15 titoli top
3 hours ago
È morto Scott Adams, creatore della striscia Dilbert: aveva 68 anni
3 hours ago