
Le nuove tendenze moda? Arrivano direttamente dai court della Rod Laver Arena di Melbourne. Gli Australian Open, primo torneo del Grande Slam, infatti, sono un appuntamento sportivo ad alte gradazioni di glamour e non solo: le partite trasmesse in esclusiva su Eurosport 1 ed Eurosport 2, oltre a Discovery+ e HBO Max, sono state al centro anche dell’installazione ROVESCIO, realizzata in collaborazione con St. John’s che la scorsa settimana ha catalizzato l’attenzione del pubblico milanese con la partecipazione, tra gli altri, di Ignazio Moser e Beatrice Vendramin. Nel perimetro della Rod Laver Arena, è regina di stile la tennista Naomi Osaka, che è entrata di diritto nella hall of fame delle sportive più chic con l’abito-medusa sfoggiato in occasione dell’entrata in capo per il match con la collega croata Antonia Ruzic. Realizzato da Nike in collaborazione con il couturier Robert Wun, l’abito è stato ispirato da un libro per bambini che l’atleta stava leggendo con la figlia. Per l’atleta giapponese non è una novità, negli scorsi anni, infatti, si è già distinta per i suoi look firmati come il goth-lolita del 2025 realizzato da Yoon Ahn per Ambush nonché per la sua collezione di Labubu, appesa alla sacca. Ma Osaka non è l’unica del circuito a lasciarsi sedurre dal fashion. A gareggiare per lo scettro di tennista più chic, c’è anche Aryna Sabalenka, numero uno della classifica WTA e neonominata friend of Gucci con un luxury video in cui gioca avvolta in un caban logato doppia G. Ma la liaison tra tennis e moda ha radici profonde: negli anni Sessanta Lea Pericoli per prima rompe il dress code di Wimbledon, indossando la combo sottoveste+coulotte rosa firmata Ted Tinling; negli anni Settanta, invece, Chris Evert fece la storia smarrendo un braccialetto di brillanti di George Bedewi sul campo di Flushing Meadows a New York, battezzando di fatto il monile più desiderato di sempre. Una rivoluzione che inaugurato l’era del tenniscore che oggi è più vivo che mai. Basti pensare agli outfit di Serena Williams, creati da Virgil Abloh per Nike, o alla collaborazione tra New Balance e Miu Miu per Coco Gauff del 2025. Non da meno il tennis maschile anche se meno sovversivo. Dalla fascia per capelli di Björn Borg agli shorts in jeans di Andre Agassi lo stile si è evoluto fino ad arrivare ad oggi con i tennisti-testimonial che sempre più spesso parlano italiano: Jannik Sinner Global Brand Ambassador per Gucci, Lorenzo Musetti per Bottega Veneta e Matteo Berrettini per Hugo Boss.











