Povera Italia, da una figuraccia all’altra in Champions League
panorama.it
Thursday, February 19, 2026
Come in un eterno giorno della marmotta, il calcio italiano non impara mai. Un anno fa le nostre erano state cacciate dal purgatorio dei playoff di Champions League in cui erano entrate convinte di poter fare un solo boccone di Psv, Feyenoord e Bruges salvo scoprire sul campo una realtà diversa. ...

Come in un eterno giorno della marmotta, il calcio italiano non impara mai. Un anno fa le nostre erano state cacciate dal purgatorio dei playoff di Champions League in cui erano entrate convinte di poter fare un solo boccone di Psv, Feyenoord e Bruges salvo scoprire sul campo una realtà diversa. Errore ripetuto anche in questo freddo inverno europeo e per ribellarsi al destino servirà un mezzo miracolo a Inter, Juventus e Atalanta.
Vedere la squadra di Chivu in balia del Bodo Glimt, incassando un passivo pesante sorprende solo chi continua a considerare il calcio norvegese inferiore al nostro per definizione, preoccupandosi solo del freddo polare, della neve e delle pieghe del campo sintetico. Barella e compagni hanno fatto la stessa fine del Manchester City e dell’Atletico Madrid quest’anno, impreziosito anche dai pareggi con Tottenham e Borussia Dortmund; non un exploit improvviso se è vero che i gialli di Knutsen si sono arrampicati fino alla semifinale nell’ultima edizione dell’Europa League.
Sottovaluta qui, prendi sottogamba là, i nostri prodi si sono messi nella condizione di chiudere l’avventura in Champions League a febbraio per concentrarsi sui veleni della Serie A. Senza troppi giri di parole, sarebbe una macchia indelebile per tutti: Spalletti, Chivu e Palladino, l’unico ad aver avuto in sorte un avversario sulla carta superiore. L’Inter ha certamente considerato gestibile la trasferta in Norvegia come dimostra il turn over quasi totale a centrocampo e ha pagato un prezzo altissimo: non solo la sconfitta, ma anche l’infortunio di Lautaro Martinez. La pena sarà dover giocare un ritorno dispendiosissimo per non crearsi un danno da decine di milioni di euro che magari interessa poco ai tifosi, concentrati sullo scudetto, ma certamente dispiacerò enormemente a Oaktree.
Juventus e Atalanta sono con un piede fuori, i bianconeri anche qualcosa in più. L’immagine delle nostre al cospetto con la coppa più importante è sconsolante e non può lasciar sereno nemmeno Gattuso che a marzo si gioca il Mondiale contro l’Irlanda del Nord e, si spera, una tra Galles e Bosnia. Bisogna far tesoro delle lezioni che continuiamo a prendere in giro per l’Europa, senza far finta di nulla immaginando di essere più forti sempre e comunque.
Non bastasse l’immagine del crollo fisico e tattico a Bodo e Istanbul, il suggerimento è appiccicare negli spogliatoio della Continassa e di Appiano Gentile, ma anche di Coverciano, un cartello con il bilancio delle nostre in due anni di sfide nei playoff della Champions League: una vittoria (la Juventus con il Psv all’andata), un pareggio (il Milan al ritorno con il Feyenoord) e sette sconfitte. Con i ko contro la Norvegia dell’Italia diventano nove. Su undici partite. Per cambiare il finale di questa storia, settimana prossima, le italiane dovranno segnare 10 gol in più delle avversarie. Se non è un miracolo questo…
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