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1 hours ago

Bastoni simula, la Juventus urla: all’Inter il Derby d’Italia della vergogna

panorama.it

Saturday, February 14, 2026

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Bastoni simula, La Penna abbocca e caccia l’incolpevole Kalulu, l’Inter vince ma riempie di veleni il Derby d’Italia e l’intera stagione. C’è tutto dentro la notte di San Siro che rispedisce i nerazzurri a +8 sul Milan, in attesa del recupero con il Como e manda all’inferno i bianconeri. C’è sopr...

Bastoni simula, La Penna abbocca e caccia l’incolpevole Kalulu, l’Inter vince ma riempie di veleni il Derby d’Italia e l’intera stagione. C’è tutto dentro la notte di San Siro che rispedisce i nerazzurri a +8 sul Milan, in attesa del recupero con il Como e manda all’inferno i bianconeri. C’è soprattutto il gesto antisportivo di un calciatore della nazionale che condiziona una sfida fin lì equilibrata, la spezza in due e lascia in eredità l’odore pungente della disonestà sportiva. Proprio sul campo dove una settimana fa il fuoco sacro di Olimpia celebrava i valori dello sport. Male. Malissimo.

Impossibile non partire dalla sceneggiata che costa il rosso a Kalulu: chissà cosa ne pensa Gattuso sull’opportunità di chiamare Bastoni e dargli la maglia azzurra a marzo piuttosto che lasciarlo a casa a riflettere perché il gesto è imperdonabile, aggravato dall’esultanza dopo aver raccolto il bottino dell’espulsione dell’avversario.

Senza troppi giri di parole, è la scena madre che condiziona tutto il resto perché la Juventus era stata migliore fino a quel momento e non ha mai abdicato nemmeno dopo, pur piegata dall’inferiorità numerica. Poi c’è il resto e non è poco visto che San Siro ha vissuto una serata piena di emozioni e capovolgimenti di fronte. Ha vinto l’Inter cancellando il tabù degli scontri diretti proibiti, allungando in classifica e nella striscia incredibile di risultati positivi.

Chivu ha dovuto pescare a piene mani nelle alternative visto che i titolari hanno faticato a lungo: la superiorità dei nerazzurri in Serie A si misura anche in situazione come questa, quando c’è bisogno di andare in profondità nella rosa per riuscire a superare gli imbarazzi creati dall’avversario. Non è stata la migliore notte della capolista, ma è stata forse la più importante sulla strada dello scudetto.

Spalletti recrimina per la questione arbitrale ma può andare a casa contento di quello che la sua Juventus ha dimostrato. Squadra con un’identità precisa e definibile, capace di controllare a lungo i ritmi della sfida attraverso l’organizzazione e il possesso palla, mai doma nemmeno nelle difficoltà. E’ possibile che la sconfitta di Milano la metta temporaneamente ai margini della zona Champions League, ma il segnale mandato alle altre contendenti è forte.

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